Francesco Benincasa
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| venerdì, 24 luglio 2009 | |
In & Out della settimana
Il meglio e il peggio della TV: Piace Mystere, delude il finale di stagione di Eli Stone
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Settimana non facile da decifrare, quella appena trascorsa, dal punto di vista degli ascolti televisivi.
Probabile che questi palinsesti da saldi di fine stagione stiano mettendo in difficoltà anche gli spettatori, che confermano le proprie scelte solamente nel caso di eventi sportivi quali le competizioni della MotoGP - con milioni di occhi incollati davanti alle prodezze di quel fenomeno di Vale Rossi - o la Formula 1 alla domenica, ed invece vagano spaesati da un canale all'altro nel corso della settimana.
Accade così che quelli che sembravano appuntamenti da non perdere, per il pubblico da casa, si siano trasformati nel migliore dei casi in un risultato appena sufficiente, talvolta in un vero e proprio flop di ascolti.
Stiamo parlando delle ultime puntate della fiction "La scelta di Laura", di Canale 5, e della serie televisiva "Eli Stone", su Italia 1.
E se nel primo caso si può dire che si sia rimasti lungo la linea di galleggiamento, per un prodotto che pecca certamente sia per originalità che per qualche difetto ben noto nei dialoghi - che si ripropone spesso nei prodotti di questo genere - ma che però nel complesso non può certo definirsi un fallimento, stupisce l'emorragia di pubblico per gli ultimi tre episodi trasmessi in fila della serie "Eli Stone": originale, divertente, fuori dagli schemi.
L'avvocato/profeta Stone, con la sua ossessione per George Michael, aveva infatti tutte le carte in regola per tenere davanti al teleschermo più di quel milione e spiccioli di spettatori, che nella prima puntata delle tre trasmesse corrispondevano al 6,77% di share, ma proprio nella serata conclusiva si è visto snobbare dal grande pubblico.
Che cosa quindi si farà ricordare di questo periodo di "stanca televisiva"?
Sicuramente "Mystere", la serie, nata in Francia, che mescola paranormale, misteri e fantascienza in un solo prodotto, potrebbe aggiudicarsi la palma di rivelazione del dopo-garanzia, e ci si attendono numeri confortanti per l'ultimo appuntamento, che sarà in onda il 28 luglio.
Per il resto poco o nulla, se non queste interminabili polemiche sullo stato dell'informazione nel nostro paese, rea di tacere al grande pubblico questioni a metà tra la politica e il gossip, tra il letto d'albergo e l'affare di stato, che dovrebbero certamente essere discusse in maniera più sobria, se si fosse in un paese meno arroccato su posizioni estreme e contrastanti, dove si affrontasse per quanto possibile la realtà delle cose.
Concludiamo con una notizia che proviene dall'estero, ma che ci riguarda direttamente.
Piace infatti - e parecchio anche - al pubblico francese la serie TV di casa nostra "Romanzo Criminale", con ascolti in aumento ad ogni puntata e la stampa che ha già definito la serie come "l'evento TV dell'estate".
Una conferma, si azzarderebbe a dire, di come i prodotti nostrani farebbero meglio a guardare alle storie di casa nostra piuttosto che andare a scimmiottare (quasi sempre male tra l'altro) format che raccolgono grandi successi oltreoceano.
L'unico dispiacere è quello di non aver ancora visto questa serie TV in chiaro in Italia (lo faremo solamente in autunno su Italia 1) prima di vederla migrare fuori dai nostri confini per andare a raccogliere consensi in giro per il mondo.
D'altronde il satellite e il digitale terrestre costringono il caro vecchio spettatore da divano della TV generalista a sentirsi un po' come il troglodita che agita all'aria la sua clava/telecomando, in costante ritardo temporale rispetto ai più progrediti spettatori da prima classe.
Copyright Nexta Media
Probabile che questi palinsesti da saldi di fine stagione stiano mettendo in difficoltà anche gli spettatori, che confermano le proprie scelte solamente nel caso di eventi sportivi quali le competizioni della MotoGP - con milioni di occhi incollati davanti alle prodezze di quel fenomeno di Vale Rossi - o la Formula 1 alla domenica, ed invece vagano spaesati da un canale all'altro nel corso della settimana.
Accade così che quelli che sembravano appuntamenti da non perdere, per il pubblico da casa, si siano trasformati nel migliore dei casi in un risultato appena sufficiente, talvolta in un vero e proprio flop di ascolti.
Stiamo parlando delle ultime puntate della fiction "La scelta di Laura", di Canale 5, e della serie televisiva "Eli Stone", su Italia 1.
E se nel primo caso si può dire che si sia rimasti lungo la linea di galleggiamento, per un prodotto che pecca certamente sia per originalità che per qualche difetto ben noto nei dialoghi - che si ripropone spesso nei prodotti di questo genere - ma che però nel complesso non può certo definirsi un fallimento, stupisce l'emorragia di pubblico per gli ultimi tre episodi trasmessi in fila della serie "Eli Stone": originale, divertente, fuori dagli schemi.
L'avvocato/profeta Stone, con la sua ossessione per George Michael, aveva infatti tutte le carte in regola per tenere davanti al teleschermo più di quel milione e spiccioli di spettatori, che nella prima puntata delle tre trasmesse corrispondevano al 6,77% di share, ma proprio nella serata conclusiva si è visto snobbare dal grande pubblico.
Che cosa quindi si farà ricordare di questo periodo di "stanca televisiva"?
Sicuramente "Mystere", la serie, nata in Francia, che mescola paranormale, misteri e fantascienza in un solo prodotto, potrebbe aggiudicarsi la palma di rivelazione del dopo-garanzia, e ci si attendono numeri confortanti per l'ultimo appuntamento, che sarà in onda il 28 luglio.
Per il resto poco o nulla, se non queste interminabili polemiche sullo stato dell'informazione nel nostro paese, rea di tacere al grande pubblico questioni a metà tra la politica e il gossip, tra il letto d'albergo e l'affare di stato, che dovrebbero certamente essere discusse in maniera più sobria, se si fosse in un paese meno arroccato su posizioni estreme e contrastanti, dove si affrontasse per quanto possibile la realtà delle cose.
Concludiamo con una notizia che proviene dall'estero, ma che ci riguarda direttamente.
Piace infatti - e parecchio anche - al pubblico francese la serie TV di casa nostra "Romanzo Criminale", con ascolti in aumento ad ogni puntata e la stampa che ha già definito la serie come "l'evento TV dell'estate".
Una conferma, si azzarderebbe a dire, di come i prodotti nostrani farebbero meglio a guardare alle storie di casa nostra piuttosto che andare a scimmiottare (quasi sempre male tra l'altro) format che raccolgono grandi successi oltreoceano.
L'unico dispiacere è quello di non aver ancora visto questa serie TV in chiaro in Italia (lo faremo solamente in autunno su Italia 1) prima di vederla migrare fuori dai nostri confini per andare a raccogliere consensi in giro per il mondo.
D'altronde il satellite e il digitale terrestre costringono il caro vecchio spettatore da divano della TV generalista a sentirsi un po' come il troglodita che agita all'aria la sua clava/telecomando, in costante ritardo temporale rispetto ai più progrediti spettatori da prima classe.
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