Francesco Benincasa
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| venerdì, 17 luglio 2009 | |
In & Out della settimana
Il meglio e il peggio in TV: Doctor Rossi e il vaticanista del TG3 protagonisti, nel bene e nel male
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AP |
IN
Continua a provocare uno strano effetto scorrere i dati dell'Auditel ogni giorno che passa. Ci si ritrova davanti a titoli di qualche anno fa, riproposti in queste calde prime serate, e ci si interroga su numeri che effettivamente in questo periodo preoccupano un po' meno del solito.
E' piaciuta nel corso della settimana la puntata di "Sfide" dedicata a Valentino Rossi, a conferma di come "The Doctor" sia davvero un personaggio che non appassiona solamente gli amanti delle gare su due ruote, ma che affascina un po' tutti quanti con quella sua aria sbarazzina, poco in linea con la solennità richiesta ad uno che si è confermato già tante volte come il migliore del mondo, con in più il traguardo tagliato delle 100 vittorie in carriera.
Uno tra i pochi campioni capaci di reggere alle enormi pressioni di una vita e di un mondo che richiedono sempre il 100% di attenzione e concentrazione, con uno stile del tutto personale, come se questo viaggio, che lo ha portato da Tavullia ai grandi palcoscenici di tutto il mondo, Valentino lo avesse compiuto sempre in compagnia dei suoi amici e di chi gli voleva bene, come una qualsiasi scampagnata domenicale.
Un nome che si farà fatica a dimenticare.
Non si riesce però ad attendere la sezione "OUT" della rubrica per parlare del caso della settimana: quello che ha visto coinvolto Roberto Balducci, vaticanista del TG3 fino a qualche giorno fa, reo di un'uscita surreale durante un servizio sulle vacanze del Papa.
Ascoltando il servizio incriminato, non si può fare a meno di pensare che il senso dell'uscita di Balducci sugli ormai famosi " quattro gatti " alle udienze del Papa, che ha suscitato le ire vaticane, non volesse essere per nulla offensivo, ma magari giocare un po' sulle parole per confezionare una battuta.
Battuta che però meno riuscita non avrebbe potuto essere.
Balducci è stato infatti rimosso dall'incarico, e di questo non ci si può che dispiacere.
Ci si ricorderà di un tentativo di movimentare un pochino i noiosissimi servizi sulle vacanze estive del Papa finito davvero male, ma che ha strappato più di un (deprecabile e certamente demoniaco) sorriso.
OUT
Terribile l'esperienza del Festival di Castrocaro, per tutti quelli che avessero avuto la "fortuna" di trovarsi davanti al teleschermo. Una sorta di malriuscito karaoke, con il quale si confrontavano cosiddetti aspiranti talenti della musica italiana, condito da un parterre di giudici da fare invidia alla più riottosa delle puntate di "Amici".
Esibizioni al limite del presentabile (e spesso parecchio oltre), una conduzione (quella di Elisa Isoardi) che procede nella navigazione come se mai nulla accadesse e tutto fosse già scritto, balletti a spuntare qua e là ad ogni piè sospinto...insomma davvero un'esperienza di quelle da ricordare.
Ma non nel senso buono.
Per la cronaca ha vinto Eduardo Lo Conte, e da qui a dire che ne sentiremo ancora parlare di strada ce ne passa...
Due notizie per chiudere la rubrica, entrambe legate a fiction di prossima produzione.
La prima vuole Fabrizio Corona nel cast della nuova stagione di "Squadra Antimafia".
Niente da dire sulle possibili doti d'attore dell'ormai famoso Corona, ma colpisce come si prediliga un personaggio acchiappascolti (forte della sua costante presenza sui rotocalchi di gossip e per le vicende legate all'attualità) piuttosto che un attore, in un prodotto televisivo come è una fiction.
Sarà un talento nascosto o una strategia di marketing aggressivo? Ai posteri l'ardua sentenza.
La seconda notizia legata al mondo della fiction vuole la Lega sul piede di guerra contro i dialetti del sud nelle fiction, con la richiesta di equilibrare il tutto con qualche iniezione di lingua padana a marchio D.O.C.
A parte la stranezza della questione, ci si augura davvero che interventi del genere siano messi in atto giusto quando le circostanze di sceneggiatura lo richiedano o permettano, senza forzature. Altrimenti, in un'orrenda prospettiva da "sbornia di par condicio", rischiamo di trovarci un giorno a guardare un film di Massimo Troisi con sottotitoli in meneghino.
Funzionerebbe mai?
Copyright Nexta Media
Continua a provocare uno strano effetto scorrere i dati dell'Auditel ogni giorno che passa. Ci si ritrova davanti a titoli di qualche anno fa, riproposti in queste calde prime serate, e ci si interroga su numeri che effettivamente in questo periodo preoccupano un po' meno del solito.
E' piaciuta nel corso della settimana la puntata di "Sfide" dedicata a Valentino Rossi, a conferma di come "The Doctor" sia davvero un personaggio che non appassiona solamente gli amanti delle gare su due ruote, ma che affascina un po' tutti quanti con quella sua aria sbarazzina, poco in linea con la solennità richiesta ad uno che si è confermato già tante volte come il migliore del mondo, con in più il traguardo tagliato delle 100 vittorie in carriera.
Uno tra i pochi campioni capaci di reggere alle enormi pressioni di una vita e di un mondo che richiedono sempre il 100% di attenzione e concentrazione, con uno stile del tutto personale, come se questo viaggio, che lo ha portato da Tavullia ai grandi palcoscenici di tutto il mondo, Valentino lo avesse compiuto sempre in compagnia dei suoi amici e di chi gli voleva bene, come una qualsiasi scampagnata domenicale.
Un nome che si farà fatica a dimenticare.
Non si riesce però ad attendere la sezione "OUT" della rubrica per parlare del caso della settimana: quello che ha visto coinvolto Roberto Balducci, vaticanista del TG3 fino a qualche giorno fa, reo di un'uscita surreale durante un servizio sulle vacanze del Papa.
Ascoltando il servizio incriminato, non si può fare a meno di pensare che il senso dell'uscita di Balducci sugli ormai famosi " quattro gatti " alle udienze del Papa, che ha suscitato le ire vaticane, non volesse essere per nulla offensivo, ma magari giocare un po' sulle parole per confezionare una battuta.
Battuta che però meno riuscita non avrebbe potuto essere.
Balducci è stato infatti rimosso dall'incarico, e di questo non ci si può che dispiacere.
Ci si ricorderà di un tentativo di movimentare un pochino i noiosissimi servizi sulle vacanze estive del Papa finito davvero male, ma che ha strappato più di un (deprecabile e certamente demoniaco) sorriso.
OUT
Terribile l'esperienza del Festival di Castrocaro, per tutti quelli che avessero avuto la "fortuna" di trovarsi davanti al teleschermo. Una sorta di malriuscito karaoke, con il quale si confrontavano cosiddetti aspiranti talenti della musica italiana, condito da un parterre di giudici da fare invidia alla più riottosa delle puntate di "Amici".
Esibizioni al limite del presentabile (e spesso parecchio oltre), una conduzione (quella di Elisa Isoardi) che procede nella navigazione come se mai nulla accadesse e tutto fosse già scritto, balletti a spuntare qua e là ad ogni piè sospinto...insomma davvero un'esperienza di quelle da ricordare.
Ma non nel senso buono.
Per la cronaca ha vinto Eduardo Lo Conte, e da qui a dire che ne sentiremo ancora parlare di strada ce ne passa...
Due notizie per chiudere la rubrica, entrambe legate a fiction di prossima produzione.
La prima vuole Fabrizio Corona nel cast della nuova stagione di "Squadra Antimafia".
Niente da dire sulle possibili doti d'attore dell'ormai famoso Corona, ma colpisce come si prediliga un personaggio acchiappascolti (forte della sua costante presenza sui rotocalchi di gossip e per le vicende legate all'attualità) piuttosto che un attore, in un prodotto televisivo come è una fiction.
Sarà un talento nascosto o una strategia di marketing aggressivo? Ai posteri l'ardua sentenza.
La seconda notizia legata al mondo della fiction vuole la Lega sul piede di guerra contro i dialetti del sud nelle fiction, con la richiesta di equilibrare il tutto con qualche iniezione di lingua padana a marchio D.O.C.
A parte la stranezza della questione, ci si augura davvero che interventi del genere siano messi in atto giusto quando le circostanze di sceneggiatura lo richiedano o permettano, senza forzature. Altrimenti, in un'orrenda prospettiva da "sbornia di par condicio", rischiamo di trovarci un giorno a guardare un film di Massimo Troisi con sottotitoli in meneghino.
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