Giusy Muzzopappa

Non chiamateli giocattoli…

Toys che comunicano emotività estrema e rappresentano una pop art che si fa design, sono l’espressione della Nuova Cultura Metropolitana.
Non chiamateli giocattoli…
A vederli ancora “vergini” sono piccoli pupazzi neutri, tondeggianti, di materiale plastico o di stoffa, con grandi teste e corpi buffi. Tra le mani di artisti e designer che li utilizzano come vere e proprie tele sulle quali riversare emozioni, messaggi, “visioni”, questi personaggi si trasformano però in autentiche opere d’arte.
 
Nascono così gli art toys , oggetti da collezione, spesso pezzi unici, che da anni spopolano in tutto il mondo e che da qualche tempo sono arrivati anche in Italia, coinvolgendo artisti di ogni genere in un movimento che ha ormai le sue mostre, i suoi riferimenti, i suoi punti vendita.
 
Il movimento degli art toys nasce verso la fine degli anni ’90 in Giappone e a Hong Kong e si espande rapidamente negli Stati Uniti e in Europa. I “pupazzi d’autore” hanno attirato l’attenzione di artisti e graphic designer di tutto il mondo, diventando un ulteriore mezzo espressivo della NCM, Nuova Cultura Metropolitana. Non è un caso se tra i tanti artisti che hanno prestato le loro creazioni a questo nuovo universo ci siano anche molti street artist .
 
Emotività estrema e pop art che diventa oggetto di design sono le caratteristiche di questi giocattoli: sulle superfici del pupazzo l’artista imprime forme che diventano messaggio immediato, amplificato dalla forma accattivante e dalla tattilità estrema di questi oggetti che si conquistano il loro posto sugli scaffali tra libri e cd o accanto ai Pc.
 
L’ art toys movement ha ormai anche in Italia il suo seguito appassionato: uno dei più grandi shop in Europa, Atom Plastic ( www.atomplastic.com ) è italiano, e a Roma ha aperto da due anni Urban Toyz ( www.urban-toyz.com ), il primo store interamente dedicato alla vendita dei pupazzi d’autore e che ora ha dato vita a un nuovo sodalizio con la galleria d’arte capitolina Mondo Pop.
 
Tokidoki , il designer romano ormai noto in tutto il mondo, ha spopolato con le sue linee di plush toys e vinyl toys ispirati al design giapponese. Lo scorso anno gli art toys hanno avuto un posto d’onore in un’iniziativa promossa dal comune di Bassano del Grappa, dedicata più in generale alla street art: fumettisti e designer ormai noti nel panorama italiano e internazionale – da Stefano Zattera a Laurina, da Maicol e Mirco a Diavù e Alepop – hanno firmato toys di ogni genere, animando con le loro personali ispirazioni pupazzi comici, inquietanti, ingenui o decisamente diabolici.
 
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Art Toys: non semplici giocattoli
Non chiamateli giocattoli…

Toys che comunicano emotività estrema e rappresentano una pop art che si fa design, espressione della Nuova Cultura Metropolitana.